Sono arrivato a Bolgheri dopo 40 anni di circumnavigazione nel mondo dell’arte.
Ci sono arrivato forse solo perché un angelo mi ha preso per mano e forse perché mi ero annoiato del “sistema dell’arte”,
pur sentendomi ancora innamorato ed ebbro dell’arte, della magia della creatività, del mistero di un segno che va oltre il suo creatore.
Ho deciso qui di cantare la “canzone” che ancora dovevo cantare, di liberare la mia testa dai rami secchi del pensiero e di lasciare al mio cuore derviscio la danza roteante del dono di sé.
L’incontro con l’umanità di Goffredo ha fatto nascere in pochi giorni, come nelle migliori favole, Gòste Tod’à.
Voi che leggete vedete, anche sotto i piedi, i segni che gli danno il nome.
L’arte è tutta intorno, si concretizza e si rende visibile ai nostri occhi per dirci l’ampiezza di un mondo invisibile che ci abbraccia, ci trapassa e spesso come il vento ci conduce, fino a farsi calpestare pur di dispensare meraviglia e bellezza, poesia e amore, segreti e verità.
Affido adesso a Goffredo e ai suoi ospiti tutto questo “vedere” e se qualcuno vorrà continuare il suo “viaggio” mi troverà qui vicino, a “Bolgheri Art, Microcantiere di idee” nella piazzetta al numero 6.

Stefano Tonelli